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Fontanellato

29-09-2022

Inizia la nostra visita fra le bellezze del museo di Franco Maria Ricci

ci inoltriamo, poi nel famoso labirinto di bambù


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Gita alla Rocca di Angera e all’Eremo di Santa Caterina del Sasso

Per motivi organizzativi, legati al Covid, la Rocca di Angera sarà visitabile il giorno 25 Marzo 2022 e non il 24 come precedentemente comunicato. Per informazioni rivolgersi in Segreteria.

Mattina: Visita alla Rocca di Angera (VA)

Pomeriggio: Visita all’Eremo di Santa Caterina del Sasso


DAL CASTELLO CHE HA SBAGLIATO SECOLO, AL MUGHETTO VELENOSO:
TUTTE LE SCOPERTE DI UN’INTERESSANTE GIORNATA

23 Settembre 2021

Giovedì 23 settembre 2021, verso le 9 di mattina arriviamo davanti ad una fortezza difensiva medievale, almeno così credo ma scoprirò ben presto che questa non sarà che la prima di tante “scoperte”.

Intanto, non è una fortezza ma un castello che si fa chiamare “casa”, ovvero “Catajo”, la Casa del Taglio. Poi, la data di costruzione non coincide: è della seconda metà del XVI secolo, quando qui sui Colli Euganei e in generale nel Veneto non ci sono né guerre, né, quindi, esigenze difensive: serve “solamente” ad esaltare le gesta dei proprietari, gli Obizzi, armigeri mercenari e, grazie a importanti unioni matrimoniali, grandi proprietari terrieri.

Pio Enea I e i successori lo ampliano e lo riempiono di “cose curiose”: le scale esterne, ad esempio, scomodissime per noi ma perfette per i cavalli, dato che tutti gli ospiti erano obbligati ad arrivare al piano nobile a cavallo… oppure, sulla magnifica terrazza, i grandi vasi per l’olio bollente da lanciare sui nemici sottostanti che non sono altro che comignoli di camino o le finte garitte, in realtà canali di scolo dell’acqua piovana…

Tutto sembra tornare secondo le aspettative nelle meravigliose sale affrescate del piano nobile: i momenti più importanti della famiglia, gli omaggi agli amici, l’albero genealogico ma, anche qui, le curiosità non mancano. Un’allegoria ci ricorda, ad esempio, che l’Occasione va presa al volo (perché ha le ali ai piedi) e afferrata per i capelli nell’attimo in cui ci sta davanti (ha solo una ciocca di lunghi capelli sulla fronte, il resto della testa è rasato e, quindi, inafferrabile)… e poi c’è anche una fake news vecchia di 500 anni: Luigi Obizzi non è mai stato insignito dell’Ordine della Giarrettiera dal Re d’Inghilterra, come invece raffigurato a tutta parete in una delle ultime sale!

Anche i successivi proprietari, gli Este, ci regalano una “grossa” curiosità: un’intera ala del castello, 120 stanze, costruita per ospitare i “cugini Imperiali” Asburgo: tre giorni di grandiosi festeggiamenti e poi tutta questa parte del castello viene chiusa e così è ancora adesso.

Dal 2017 il Castello del Catajo è di proprietà di Sergio Cervellin, Mister mocio Vileda, che ha recentemente dichiarato: “L’ho acquistato per renderlo immediatamente disponibile a tutti. E’ un teatro museale aperto al mondo intero, non volevo vederlo trasformato in un albergo di lusso: certi beni culturali non possono finire nelle mani della solita speculazione.” Che dire? Grazie signor Cervellin!

Nel pomeriggio ci ritroviamo in un’altra oasi verde, stavolta nel cuore di Padova. E’ l’Orto Botanico.

Centinaia, migliaia di piante da tutto il mondo, di tutte le dimensioni, ben distribuite lungo vari percorsi: così scopriamo i profumi delle officinali,

le sensazioni tattili e odorose del sentiero per non vedenti

ma anche che il mughetto è nel sentiero delle velenose (dove il grado di tossicità è contraddistinto, per ogni pianta, da croci…) e scopriamo che la Palma di Goethe ha praticamente l’età del Castello del Catajo…

Le curiosità proseguono nel nuovo, avveniristico padiglione delle Serre della Biodiversità,

dove i raggi del sole, le correnti d’aria e i getti di vapore acqueo vengono incanalati in modo da creare i diversi microclimi. Qui scopriamo, ad esempio, che il banano selvatico produce frutti coi semi

e che la pianta del cacao può essere impollinata solo da una speciale zanzarella dei luoghi d’origine e che le nostre, nemmeno le “tigri”, possono fare altrettanto, quindi c’è qualche speranza solo con nuove tecnologie…

Abbiamo visto stranissime piante acquatiche che sembravano grandi vassoi e che, grazie all’imponente impianto radicale, potevano davvero sostenere dei pesi, altre sembravano ninfee ma con fiori viola e arancione e altre ancora grandi fogli di carta crespata verde…

Sedersi sul pullman al termine di una giornata così impegnativa è consolante… ma quante ne sappiamo di più stasera?!


Relazione della Visita guidata alla Casa Museo della
Fondazione Paolo e Carolina Zani

24 Giugno 2021

“Bellezza è verità,

verità è bellezza.

Questo solo sulla terra sapete,

ed è quanto basta”

John Keats, Ode su un’urna greca

Queste parole, impresse su una targhetta, accolgono e introducono i visitatori nella Casa Museo.

Abitare l’arte e la bellezza, questo il senso e l’obiettivo della creazione della Fondazione voluta da Paolo Zani.

Entrando nella villa, immersa nel verde lussureggiante di una natura, che mani esperte hanno sapientemente modellato creando ovunque armonia e bellezza, si avverte un dialogo continuo tra arte e natura.

Prima di diventare Casa Museo, fu casa abitata e vissuta da Paolo Zani che nel giro di una trentina d’anni ha raccolto nella sua collezione pezzi pregiati e capolavori, tra dipinti, sculture, straordinari pezzi di mobilio e preziosi oggetti di arredo distribuiti nelle varie sale, ora esposte al pubblico che, ammirato, immagina con stupore lo scorrere della vita quotidiana calata tra le pareti di questo Museo.

E, con queste meraviglie di cultura e saperi ancora impresse negli occhi, si è conclusa la nostra gita e siamo rientrati soddisfatti e felici di poter condividere lo stupore e le emozioni provate.


Giovedì 27 Maggio 2021

Mostra dei Pittori Castiglionesi

A castiglione, presso l’asilo Menghini, ora sede comunale per gli eventi, è allestita una bella mostra con esposte opere di quasi tutti i più importanti artisiti castiglionesi che hanno operato in particolare lungo tutto il secolo XX.

Queste coprono il periodo dal 1906 al 2000.

Tra gli artisti che si possono ammirare Franco Ferlenga, Ezio Mutti, Oreste Marini, Angelo Del Bon, lo scultore Giuseppe Brigoni, Aldo Rossi, Danilo Giudetti.

È una mostra di rara bellezza e organizzata in maniera accurata e ben documentata. Merita senz’altro una visita anche per conoscere da vicino e meglio quanto, durante il secolo, l’arte castiglionese sia stata prolifica e ricca di estro e di grazia.